di Alessandro Longo
I 28 Megabit di Tim sono appunto la banda nella cella, da suddividere tra tutti gli utenti connessi al momento; non è la banda per utente: una differenza sostanziale, che il marketing degli operatori spesso non ritiene necessario puntualizzare.
È noto che gli operatori stanno appunto per ridurre (di molto) i costi di network. Ecco perché serve che gli operatori abbiano più spettro occupabile per cella: per sostenere il futuro della banda larga mobile.
È, in sostanza, la possibilità di usare per la rete banda larga le frequenze che finora sono state destinate al Gsm: i 900 e i 1800 MHz.
In Italia ci sono sette blocchi di frequenze a 900 MHz, di cui sei già assegnati a Tim, Wind e Vodafone; il terzo, per equilibrare la partita, dovrebbe andare a 3 Italia.
Fonte: www.apogeonline.com
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